Vi aspettiamo domenica 22 febbraio nella sede dell’Associazione in Via Sant’Angelo in Pescheria, 35
Domenica 22 febbraio, dalle 16.30 vi aspettiamo per la Festa del Tesseramento in Associazione, un momento importante per ritrovarci, condividere idee e costruire insieme il futuro delle nostre attività.
Sarà un’occasione per incontrarci di persona, accogliere nuovi volontari e volontarie e confrontarci sui progetti in corso e su quelli che vogliamo realizzare nei prossimi mesi. Crediamo che il valore della nostra Associazione nasca proprio dal dialogo, dalla partecipazione e dall’entusiasmo di chi ne fa parte.
Durante l’incontro interverrà anche il collettivo “Detenuti liberi di Regina Coeli” con cui apriremo uno spazio di confronto e scambio, per arricchire il nostro sguardo e immaginare nuove collaborazioni.
Vi aspettiamo per condividere idee, energie e prospettive. Partecipare è il primo passo per continuare a crescere insieme!
Il racconto di Grazia Piletti e i 13 anni di volontariato in carcere
Siamo contenti di condividere l’intervista a Grazia Piletti, vicepresidente della nostra Associazione, che da oltre tredici anni dedica tempo, ascolto e presenza alle persone detenute, in particolare alle madri con figli piccoli nel carcere di Rebibbia e ai detenuti di Regina Coeli. Un percorso iniziato quasi per caso, e diventato nel tempo una scelta di vita, in continuità con la visione e l’impegno di Leda Colombini, fondatrice di A Roma, Insieme.
Nell’intervista, Grazia ripercorre il significato profondo del volontariato penitenziario: la cura verso i bambini in carcere, l’importanza delle misure alternative, i progetti educativi e formativi, e le tante sfide che ogni giorno si affrontano, tra burocrazia, mancanza di risorse e pregiudizi duri a morire.
Il racconto restituisce uno sguardo autentico su un mondo spesso invisibile, ma che riguarda tutte e tutti: perché non c’è giustizia senza umanità e non c’è reinserimento possibile senza ascolto, accoglienza e opportunità concrete.
62.445 detenuti, su 51.280 posti regolamentari, con un tasso di affollamento reale al 133 %, in oltre 58 istituti oltre il 150 %. Celle in cui mancano spazi minimi, spesso meno di 3 m² a persona, con corpi ammassati e diritti compressi.
Il titolo “Senza respiro” non è retorica: è la fotografia di un sistema dove ogni giorno si respira a fatica. I detenuti vivono in spazi oppressivi, con tensione continua, servizi essenziali carenti e personale allo stremo. Le conseguenze sul benessere psichico sono devastanti:
Record di 91 suicidi nel 2024, il massimo nella storia recente; azioni di autolesionismo in aumento (+4,1 %) e tentativi di suicidio (+9,3 %). Isolamento sempre più diffuso, con misure disciplinari che escludono i detenuti da ogni attività e possibilità di reinserimento. In più, il decreto “sicurezza penitenziaria” criminalizza persino le proteste pacifiche, con la conseguente esclusione dei partecipanti all’accesso a misure alternative oltre l’aggravarsi del clima repressivo.
Perché è urgente parlarne?
Questo rapporto smaschera una ferita profonda del sistema carcerario: l’assenza di umanità, di percorsi rieducativi, di respiro, di dignità. I detenuti non sono “numeri”, ma persone che vivono in sofferenza permanente.
Un carcere che non respira è un carcere che implode, a scapito dei detenuti e delle detenute, dei loro cari, degli agenti, dell’intera comunità costituzionale.
Condividiamo queste considerazioni perché il carcere smetta di essere un luogo di mera sopravvivenza.
Si è concluso con entusiasmo e grande partecipazione il laboratorio di fumetto che, negli scorsi mesi, ha coinvolto alcuni giovani detenuti del carcere di Regina Coeli. Un percorso nato grazie al contributo di tanti sostenitori attraverso una campagna di crowdfunding, e che ha visto i partecipanti impegnarsi con passione nella scoperta del disegno, della narrazione visiva e dell’espressione personale.
Guidati dal fumettista e illustratore Daniele De Sando, i partecipanti hanno mosso i primi passi tra fogli bianchi, matite, righelli e colori, apprendendo nozioni di anatomia e tecniche per dare vita a figure in movimento. Quello che all’inizio erano solo prove e risatine, è presto diventato qualcosa di più profondo: personaggi unici, capaci di raccontare emozioni, vissuti e storie personali.
Tra le illustrazioni finali: un ladro in fuga inseguito dalla polizia, un uomo che si gode un bicchiere di birra, un pappagallo in gabbia terrorizzato da un gatto, un detenuto che sbatte la porta con rabbia. Immagini che raccontano non solo fantasia, ma anche stati d’animo, pensieri, sensazioni.
Perché sì, i corsisti sono giovani detenuti, ma prima di tutto sono persone. Persone con un passato complesso, ma anche con il diritto alla dignità, all’ascolto e alla possibilità di esprimersi.
Un grazie sentito va a chi ha reso possibile tutto questo: ai volontari, agli operatori del carcere e a tutti coloro che hanno creduto nel progetto e lo hanno sostenuto con le proprie donazioni.
E mentre si chiudeva l’ultima giornata di corso, tutto sembrava chiedere attenzione, rispetto, umanità…anche l’eco della battitura che spesso accompagna le lunghe e afose giornate all’interno di un carcere!
Negli ultimi due anni, i ragazzi detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) sono aumentati del 55%: da 392 a 611, non così i reati.
Ma perché? Molto probabilmente, l’incremento della detenzione minorile è diretta conseguenza del Decreto “Caivano”, entrato in vigore nel settembre 2023 che ha ampliato la possibilità di custodia cautelare per i minorenni e ridotto l’utilizzo delle misure alternative al carcere.
Molti giovani vengono ora trasferiti nei penitenziari per adulti al compimento della maggiore età, anche se hanno commesso il reato da minorenni e potevano restare negli Ipm fino ai 25 anni. Una scelta punitiva, non educativa! Tutto questo, nonostante nel 2023 le segnalazioni a carico di minorenni siano diminuite del 4,15%. Le associazioni Antigone onlusDefence for children Italia e Libera contro le mafie lanciano un appello urgente: “Torni la cultura educativa nella giustizia minorile!” I giovani vanno accompagnati, non puniti. Aderisci all’appello!
Un fatto su cui si è espresso anche il portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello lanciando un appello alla politica, alle Regioni e al terzo settore.
Seria preoccupazione e motivato allarme. Usiamo a ragione queste parole per giudicare la situazione, da tempo determinatasi, del sostanziale non regolare funzionamento degli Uffici del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti e delle Persone sottoposte a limitazione delle libertà personali. Ci richiamiamo a quanto pubblicato da varie testate circa le dimissioni, avvenute e preannunciate, di alcuni titolari di rilevanti funzioni appartenenti all’ufficio del Garante Nazionale. Dimissioni motivate dall’impossibilità a svolgere i delicati compiti assegnati. Ad oggi la relazione annuale, cui per statuto e indicazione legislativa il Garante Nazionale è tenuto a redigere e rendere pubblica, non è conosciuta. Per tradizione, tale documento risulta essere di primaria rilevanza per la conoscenza delle tendenze e delle problematiche emergenti nelle realtà carcerarie. E sappiamo quanto l’attuale realtà rappresenti un punto drammatico per tutto il Paese. Ci rivolgiamo alla Presidente del Consiglio dei Ministri, On.Giorgia Meloni, al Ministro della Giustizia Nordio, ai Presidenti delle Commissioni Giustizia della della Camera e del Senato e a ciascuno dei relativi membri, affinché, nel pieno rispetto delle regole costituzionali e delle responsabilità di ciascuno, queste gravi disfunzioni ed inammissibili ritardi siano subito affrontati e superati. Non dimentichiamo certo le ragioni (risalenti a circa dieci anni fa) che spinsero una pluralità di soggetti a salutare positivamente l’ingresso, nell’ordinamento italiano, dell’istituto del Garante. La nostra associazione era una di quelle voci ed oggi lo è in modo ancor più convinto. Le volontarie e i volontari di “A Roma Insieme – Leda Colombini ODV”
SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE A ROMA, INSIEME – Leda Colombini ODV Mai più bambini in carcere!
Destina il tuo 5 x 1000 alla associazione A Roma, Insieme - Leda Colombini ODV semplicemente scrivendo il C.F. 96219460589 nella dichiarazione dei redditi.
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