Buon compleanno Leda 10.01.2024

“Ero piccola quando l’ho conosciuta. Avevo appena 18 anni ed ero in carcere con la mia prima figlia. Leda aveva un modo suo di farci capire che voleva aiutare noi quanto i bambini. Ci voleva bene, credo ci volesse veramente del bene”.
Behara
Oggi, 10 gennaio, sarebbe stato il tuo compleanno cara Leda e oggi, come sempre e più di sempre, ci è prezioso il tuo ricordo e la tua lucida determinazione.
Affinché nessun bambino varchi più la soglia di un carcere.
I volontari e le volontarie di A Roma Insieme

Leda Colombini 6 dicembre 2023

Fabbrico, 10 gennaio 1929 – Roma, 6 dicembre 2011

In occasione dell’anniversario della morte di Leda Colombini, la ricordiamo con questo breve estratto in cui traspare tutta la sua determinazione e speranza verso un futuro diverso: senza più bambini in carcere.

Con infinita gratitudine,
le volontarie e i volontari di A Roma Insieme

 

Presidio contro la violenza sulle donne!

Oggi 8 settembre saremo in piazza Cavour a Roma per un presidio contro la violenza sulle donne.
ti aspettiamo alle 18:00 per sensibilizzare la comunità verso un cambiamento che estirpi la cultura dello stupro, della violenza e del femminicidio!

Fermiamo le morti per pena!

Care amiche e cari amici,

📅 sabato 16 settembre 2023

📍Piazza Benedetto Cairoli – all’interno dei giardini adiacenti all Ministero di Giustizia

la nostra associazione aderirà alla manifestazione proposta dall’associazione SBARRE DI ZUCCHERO, da Ristretti Orizzonti e la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia per chiedere che cessino le morti in violazione dei diritti umani.

Ci piacerebbe moltissimo incontravi per essere in tante e tanti con noi quel giorno!

Tutti i dettagli li vedete qui 

Le associazioni aderenti: CS Manifestazione Roma

La Presidente

Giovanna Longo

 

 

 

 

Comunicato stampa 14 maggio 2023

 Appello adesione alla giornate “Madri fuori dallo stigma del carcere”

L’associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini ODV” aderisce all’appello “Madri fuori dallo stigma del carcere” nonostante quest’anno non abbia potuto realizzare il consueto evento, che da 29 anni organizza, in occasione della Festa della Mamma all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia Femm.

Nonostante ciò non sia stato possibile a causa di un concomitante evento istituzionale che si terrà all’interno dell’Istituto penitenziario proprio il 14 maggio, ci riproponiamo di posticiparlo coerentemente con quello che è sempre stato il nostro impegno nei confronti delle donne e madri detenute, impegno che coincide con i contenuti dell’appello. 

La Presidente 

Giovanna Longo 

e le volontarie e i volontari di “A Roma, Insieme – Leda Colombini ODV” 

C.S._Madri fuori_14 maggio

Appello del 21 Marzo 2023 – Proposta di legge

Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

On.le Ciro Maschio

Ai componenti della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

e p.c.

Al Presidente della Camera dei Deputati

On.le Lorenzo Fontana

Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati

Al Ministro giustizia

On.le Carlo Nordio

Roma, 21 marzo 2023

Lettera appello sulla proposta di legge

“Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e alla legge 21 aprile 2011, n. 62, in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori”.

D’iniziativa dei Deputati Serracchiani, Costa, Di Biase, Casu, Furfaro. A.C. n. 103

Egregi Onorevoli,

in questi giorni abbiamo appreso la notizia che l’esame della proposta di legge in oggetto, in discussione presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, ha subito una preoccupante battuta d’arresto.

Il testo, nella sua versione originaria, ricalca alla lettera i contenuti della proposta di legge depositata nella passata legislatura dall’ On. le Paolo Siani ed altri Deputati, che aveva ottenuto, in seguito ad un lungo esame in Commissione Giustizia, l’approvazione da parte della Camera dei Deputati con una larghissima e trasversale

maggioranza. La fine anticipata della legislatura ha poi impedito che si completasse l’iter di approvazione, con il passaggio in Senato.

La richiamata proposta di legge, nei suoi contenuti, motivazioni e finalità, raccoglie molte delle istanze sollevate a più riprese delle scriventi organizzazioni.

Riflettendo le nostre sollecitazioni, il provvedimento si occupa della condizione dei bambini costretti a trascorrere i primi anni di vita all’interno degli istituti penitenziari assieme alle madri detenute e mira dichiaratamente a restituire centralità alla tutela del benessere dei piccoli e del rapporto genitoriale.

La presenza di bambini nelle carceri, reclusi con le madri, rappresenta un paradosso gravissimo del nostro sistema; un paradosso finora irrisolto ed incredibilmente trascurato, sul quale nel tempo ci siamo impegnati, come organizzazioni della società civile, per richiamare l’attenzione pubblica e delle istituzioni e per formulare e sollecitare l’adozione di soluzioni di sistema idonee a risolverlo definitamente.

Ciò nella convinzione che la tutela della salute psicofisica dei bambini debba prevalere su ogni altra ragione o interesse pubblico e debba costituire il principale, se non l’unico, criterio guida per la costruzione di misure dedicate.

E’ oramai dimostrato che i piccoli che crescono in carcere ricevano danni profondi sul piano dello sviluppo psicofisico e, seppure parliamo di piccoli numeri, riferibili a poche decine di presenze, è innegabile che le ridotte dimensioni del fenomeno non possono ridimensionare la gravità del problema dell’incarcerazione dell’infanzia. E anzi, le dimensioni contenute del problema rendono ancor più contraddittorio e sorprendente il fatto che ne tempo non si siano approntate soluzioni decisive per azzerarlo.

Su queste premesse e per queste ragioni, abbiamo sostenuto in passato la “proposta di legge Siani”, come oggi sosteniamo la proposta di legge in esame, che ne riprende integralmente i contenuti.

Nel recepire le nostre richieste, la proposta di legge introduce misure efficaci e ragionevoli, rimuovendo anzitutto ostacoli e limiti, di natura economica e giuridica, presenti nella normativa vigente che continuano ad alimentare il fenomeno dell’incarcerazione dell’infanzia e a produrre nuovi ingressi di bambini in carcere al seguito delle madri. Tra le più apprezzabili, evidenziamo in particolare le disposizioni rivolte a sostenere e promuovere il sistema delle case famiglia protette come modello alternativo alle soluzioni detentive di madri e bambini, comprese quelle della detenzione c.d. attenuata in ICAM.

Abbiamo, pertanto, valutato come fatto positivo ed incoraggiante la riproposizione della proposta di legge all’avvio della legislatura corrente ed altrettanto la deliberazione d’urgenza votata in aula perché l’iter di approvazione potesse procedere speditamente e senza intoppi.

Oggi, invece, apprendiamo con stupore della recente battuta d’arresto in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, determinata dalla presentazione di significative ed inaspettate proposte emendative.

Una iniziativa che troviamo estremamente preoccupante, sia perché rischia di aprire una nuova fase di stallo sul provvedimento, sia perché gli emendamenti depositati depotenzierebbero l’intero impianto della proposta di legge, contraddicendone finalità e motivazioni.

Una iniziativa che, inoltre, troviamo sorprendente, vista l’ampia convergenza di tutte le forze politiche che si era raggiunta, soltanto qualche mese fa, sul testo della proposta Siani.

Teniamo a sottolineare che la proposta di legge in discussione si inserisce in un percorso di proficua e positiva collaborazione tra Parlamento ed organizzazioni della società civile.

Un percorso contrassegnato da una grande spinta e valenza civica, che non ha mai avuto bandiere.

Siamo tuttora convinti che il bene dei piccoli ancora oggi reclusi nelle carceri italiane definisca un tema su cui unire le forze; un tema da sottrarre alle dinamiche delle divisioni e dello scontro politico, che non possono consumarsi sulla pelle dei bambini.

A ciascuno di Voi, pertanto, ci rivolgiamo perché, coerentemente con il percorso finora svolto e la procedura d’urgenza votata, il testo della proposta di legge in esame completi quanto prima l’iter di approvazione in Commissione Giustizia, senza modifiche che ne tradiscano l’intento o esulino dalla esplicita finalità espressamente limitata a che i bambini e le bambine possano vivere i loro primi anni di vita con le madri, siano esse in attesa di giudizio o in esecuzione penale, in un ambiente non detentivo.

Ci appelliamo al Vostro senso di responsabilità affinché questo lungo percorso non venga vanificato e affinché il Parlamento si assuma unitariamente l’impegno, degno di un paese civile, che nessun bambino debba più varcare le soglie di un carcere.

Giovanna Longo Anna Lisa Mandorino

Presidente A Roma insieme-Leda Colombini Segretaria Generale Cittadinanzattiva APS

 

Aderiscono all’appello:

Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia

Conferenza Regionale Volontariato Giustizia Lazio

La Gabbianella e altri animali APS

Associazione Loscarcere

Movimento No Prison

Redazione Ristretti Orizzonti

Associazione Sbarre di zucchero

Terre des Hommes Italia

Associazione 21 luglio

Stefano Anastasia, Presidente Conferenza dei Garanti Territoriali delle persone private della libertà

Bruno Mellano, Garante dei diritti delle persone private della libertà, Regione Piemonte

Samuele Ciambriello, Garante dei diritti delle persone private della libertà, Regione Campania

Francesco Maisto, Garante dei diritti delle persone private della libertà, Comune di Milano

Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà, Comune di Roma

Paolo Siani, medico pediatra

Luigi Manconi, sociologo, presidente A Buon Diritto

Gabriella Stramaccioni, già garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale

Paolo Lattanzio, Regional Program Representative & special Progect advisor. Save the Children Italia

LETTERA APPELLO 21 mar 23