L’evento finale si terrà martedì 2 dicembre alle ore 17:00 presso la Sala del Carroccio, 1
Per il Giubileo delle persone detenute, in collaborazione con Roma Capitale, Zetema, Cooperativa Pid Onlus, Cooperativa Il Cammino Onlus, abbiamo portato avanti un progetto dedicato ai temi dell’abitare.
Martedì 2 dicembre presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio, dalle ore 17, ci sarà un incontro pubblico che conclude il percorso di attività svolte all’interno degli istituti penitenziari, delle case famiglia e strutture per pene alternative, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza e collaborazione tra istituzioni, servizi sociali, agenzie immobiliari e sportelli per l’abitare.
L’iniziativa, inserita nel programma più ampio del Giubileo, ha coinvolto direttamente le persone detenute favorendo intensi momenti di riflessione e confronto sui temi dell’abitare, della reintegrazione e del dialogo tra la realtà detentiva e la società civile.
Negli ultimi due anni, i ragazzi detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) sono aumentati del 55%: da 392 a 611, non così i reati.
Ma perché? Molto probabilmente, l’incremento della detenzione minorile è diretta conseguenza del Decreto “Caivano”, entrato in vigore nel settembre 2023 che ha ampliato la possibilità di custodia cautelare per i minorenni e ridotto l’utilizzo delle misure alternative al carcere.
Molti giovani vengono ora trasferiti nei penitenziari per adulti al compimento della maggiore età, anche se hanno commesso il reato da minorenni e potevano restare negli Ipm fino ai 25 anni. Una scelta punitiva, non educativa! Tutto questo, nonostante nel 2023 le segnalazioni a carico di minorenni siano diminuite del 4,15%. Le associazioni Antigone onlusDefence for children Italia e Libera contro le mafie lanciano un appello urgente: “Torni la cultura educativa nella giustizia minorile!” I giovani vanno accompagnati, non puniti. Aderisci all’appello!
Un fatto su cui si è espresso anche il portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello lanciando un appello alla politica, alle Regioni e al terzo settore.
Seria preoccupazione e motivato allarme. Usiamo a ragione queste parole per giudicare la situazione, da tempo determinatasi, del sostanziale non regolare funzionamento degli Uffici del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti e delle Persone sottoposte a limitazione delle libertà personali. Ci richiamiamo a quanto pubblicato da varie testate circa le dimissioni, avvenute e preannunciate, di alcuni titolari di rilevanti funzioni appartenenti all’ufficio del Garante Nazionale. Dimissioni motivate dall’impossibilità a svolgere i delicati compiti assegnati. Ad oggi la relazione annuale, cui per statuto e indicazione legislativa il Garante Nazionale è tenuto a redigere e rendere pubblica, non è conosciuta. Per tradizione, tale documento risulta essere di primaria rilevanza per la conoscenza delle tendenze e delle problematiche emergenti nelle realtà carcerarie. E sappiamo quanto l’attuale realtà rappresenti un punto drammatico per tutto il Paese. Ci rivolgiamo alla Presidente del Consiglio dei Ministri, On.Giorgia Meloni, al Ministro della Giustizia Nordio, ai Presidenti delle Commissioni Giustizia della della Camera e del Senato e a ciascuno dei relativi membri, affinché, nel pieno rispetto delle regole costituzionali e delle responsabilità di ciascuno, queste gravi disfunzioni ed inammissibili ritardi siano subito affrontati e superati. Non dimentichiamo certo le ragioni (risalenti a circa dieci anni fa) che spinsero una pluralità di soggetti a salutare positivamente l’ingresso, nell’ordinamento italiano, dell’istituto del Garante. La nostra associazione era una di quelle voci ed oggi lo è in modo ancor più convinto. Le volontarie e i volontari di “A Roma Insieme – Leda Colombini ODV”
sappiamo quanto siano per tutti difficili questi giorni di emergenza.
Sappiamo, però, quanto queste difficoltà possano avere un peso diverso a seconda delle condizioni di vita che ci si trova ad affrontare.
Nonostante la chiusura delle carceri all’accesso anche dei volontari e delle volontarie, l’associazione continua ad impegnarsi nel sostenere le famiglie delle persone detenute fornendole di generi di prima necessità.
A tale proposito vi chiediamo di aiutarci, contribuendo anche con piccole donazioni che possono essere effettuate attraverso un bonifico bancario, indicando come causale sostegno famiglie ed intestato a:
SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE A ROMA, INSIEME – Leda Colombini ODV Mai più bambini in carcere!
Destina il tuo 5 x 1000 alla associazione A Roma, Insieme - Leda Colombini ODV semplicemente scrivendo il C.F. 96219460589 nella dichiarazione dei redditi.
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