Leda non c’è più. Non entrerà più ogni mattina nella sede dell’Associazione con la sua cartella piena di fogli, appunti, ritagli di giornale e con il cellulare all’orecchio a concordare date, appuntamenti, iniziative; non uscirà più il sabato, tutti i sabati dell’anno, con i bambini del Nido di Rebibbia.

E’ una perdita irreparabile per tutti, ma ciò che lascia in ciascuno di noi volontari resterà nel tempo: un modello di vita, un modo di stare al mondo, una testimonianza di ciò che deve essere.

La sua morte è coerente con la sua vita. E’ stata colta da malore all’uscita dal carcere di Regina Coeli , pronta a prendere l’autobus per andare in quello di Rebibbia. Inevitabile pensare a Enrico Berlinguer o a Luigi Petroselli.

Tutta la vita di Leda testimonia una grande personalità, che ha saputo essere tutta intera, con coerenza e determinazione, nelle cose che faceva, nelle scelte piccole e grandi. E’ stata una donna capace di mettere la sua esistenza al servizio di un’idea di società più giusta e di operare sempre, con tenacia e severità, in difesa dei più deboli, ma anche di aderire quotidianamente, con gioia e autenticità, alla vita così com’è.

La vita dell’Associazione continuerà anche senza di lei, perché questo era il suo desiderio e il suo cruccio, e continueremo a impegnarci affinché nessun bambino varchi più la soglia del carcere.

Grazie, Leda.

In questi giorni abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi in ricordo di Leda, ed ognuno ci ha commosso profondamente. Non possiamo pubblicarli tutti, ma tutti rimarranno nel cuore dell’Associazione e ne abbiamo scelti alcuni che nei contenuti racchiudono anche gli altri.
 
 
“Un enorme grazie a Leda che fino all’ultimo ci ha dimostrato che non esiste età per lottare per ciò in cui si crede, e sempre con il sorriso.”     (Gea Casolaro)
 
                                     
“Grazie Leda, per averci insegnato e resi migliori grazie all’ esempio e alla grande forza, grazie di cuore di tutto!.”     (Antonella Fares)
 
 
“E’ con grande commozione che scrivo queste righe. Ho appena saputo che Leda Colombini è morta, ad 82 anni, colta da un improvviso malore mentre era in una delle tante iniziative che aveva organizzato: un incontro tra autori e detenuti nel carcere di Regina Coeli di Roma. Conosco Leda da quando ero ragazzina, perchè cara amica della mia mamma e compagna di battaglie. Ma soprattutto è la Sinnos (e per questo voglio che questo ricordo sia pubblicato sul nostro sito) che la conosce da quando siamo nati, oltre vent’anni fa. Era naturale conoscere Leda per chi si occupasse di carcere. E di bambini. E’ già perchè Leda si è spesa e battuta per decenni perchè “nessun bambino varchi più la soglia di un carcere”. Battaglia dura. Perchè come far comprendere ai legislatori e all’opinione pubblica quanto fosse assurdo il fatto che i bambini fino a tre anni potessero vivere in carcere (carceri per adulti, badate bene) insieme alle proprie madri? Far capire loro che madri e bambini dovrebbero avere l’opportunità di un luogo diverso dal carcere: le madri per un reinserimento sereno nella società (fine della pena, come cita la nostra costituzione all’articolo 27)  e i bambini perchè in quel delicato e fondamentale periodo di crescita, non debbano vivere in celle anguste e piene, con i ritmi, i rumori, gli odori del carcere, ma potessero iniziare la propria vita come tutti i bambini. Immaginate le battute del cittadino comune (“così fanno figli per non entrare in carcere!”) e la difficoltà di stabilire una norma giusta e doverosa nei confronti soprattutto dei minori. Ma Leda era molto altro. Spesso esageratemente concentrata sul lavoro e sull’impegno, felice di qualsiasi piccolo risultato, pronta ad abbracciare la battaglia di altri, se necessario. Le abbiamo dato il nostro ultimo libro: Nina e i diritti delle donne: un libro così adatto a lei! che nella vita fin da piccola con tenacia e intelligenza si è fatta portatrice delle battaglie contadine, delle lotte operaie, fino a diventare deputata del pci. Quando gli stipendi dei parlamentari confluivano nel partito. Quando si stava in parlamento per esercitare il proprio compito di deputato e di rappresentante di uno schieramento ma anche in difesa del bene comune. Leda era ormai “grande” (impossibile pensarla anziana). E lavorava tanto. Troppo forse per la sua età. Se n’è andata sul campo. Si è sentita male in una delle carceri romane che frequentava da decenni. Leda era anche dolce, gentile, ironica. Persone come lei sono preziose. E le dobbiamo molto. Sono e siamo vicini ad Angiolo – compagno di una vita –  e ai suoi figli, nuore e nipoti. E siamo vicine alle donne e agli uomini della sua associazione a cui teneva tantissimo: A Roma Insieme. Speriamo di poter continuare con il nostro impegno gli ideali di Leda: offrire ai più piccoli possibilità, strumenti per crescere con menti aperte e sapienti. Perchè anche loro possano da adulti essere cittadini responsabili e consapevoli. Come Leda è stata in tutta la sua vita.
Un abbraccio Leda, e grazie per tutto quello che hai fatto.”    
(Della Passarelli e tutta la sinnos)
 
 
“Addio Leda, saremo vicine alle tue battaglie.”   (Laura e Patrizia La Cognata)
 
 
“Cari amici mi è triste e doloroso annunciarvi che Leda Colombini ci ha lasciati.
E’ morta ieri nel pomeriggio dopo 24 ore di sonno dietro una tenda al pronto soccorso del Policlinico Gemelli. E’ morta “sul campo” all’uscita di Regina Coeli dopo aver partecipato ad un incontro con i detenuti  organizzato dall’associazione “A Roma insieme” che aveva fondato e presiedeva da ormai venti anni. E’ morta mentre, come sempre ha fatto nella vita, tendeva la sua mano  alla richiesta di aiuto dei più poveri e soli, dei più deboli e indifesi come i bambini che amava come solo una nonna sa fare. Perdonate la mia poca razionalità ma sono addolorato e confuso. Leda mi manca e sono convinto mancherà a tutti noi. Mi manca ora che è lontana avvolta nel silenzio che  parla di lei con un  linguaggio domestico, segreto e infantile, un linguaggio speciale, che non è un gergo, non è una preghiera, è il  linguagio solito che usavamo tra noi, che usava con tutti noi. Un silenzio  circondato da paure, presenze acide, spettrali e ruvide che tendono a turbarne il ricordo. Per questo vorrei sapere evocare il suo viso sopra cui nasceva quel lungo sorriso di mamma che non finisce.
La cosa più spettacolare è stata la sua resistenza, la tenacia a vivere e combattere laddove il più virile degli uomini piangerebbe disperato come un bambino. Io sono grato di aver potuto ascoltare il palpito del suo cuore, di essere stato suo allievo, di averla avuta amica e farei ogni cosa, ogni offerta votiva perchè l’incanto si rinnovasse. Potesse  apparire ancora sulla soglia, potesse ancora  accennare quel sorriso che dichiara ostinatamente di prediligere petali, prima di sguardi o pensieri. Mi manca il suo essere immersa nelle cose, nei pensieri e nell’impegno anche fino allo sfinimento.
So amici che mi capite quando vi dico che dobbiamo essere fedeli al ricordo di Leda intessuto di tempo e di spazio e di quei valori che appartengono a  tutti noi. E so che mi capite quando affermo di  non essere disposto a barattare l’incontro con Leda con quelli fatti di chissà quale essenza.
La camera ardente sarà allestita al Tempietto Egizio Cimitero Verano dalle 10 alle 14 di venerdi 9, sabato 10 si terrà una commemorazione nel teatro grande della C.C. Rebibbia Nuovo Complesso alle ore 10,00.
Cari saluti Lillo”
 
 
“Sono impossibilitato, con mio rammarico, a starvi vicino personalmente ma non con il pensiero. Le emozioni vissute con Leda rimarranno profonde e saranno sempre esempio di un impegno civile che è andato oltre ogni ostacolo. Mi sento onorato di aver partecipato al suo progetto. Sentite condoglianze a tutti voi.”    ( Gianni Biondi)
 
 
“Rimango dolorosamente colpito dalla notizia, che non avevo ancora ricevuto. In tutti noi della Tenuta di Castelporziano rimarrà il ricordo di una persona straordinaria per volontà, impegno, amore verso i più deboli e sfortunati e soprattutto di grande comprensione accompagnata peraltro da rigore e dirittura morale. Ci mancherà, ma non mancherà la nostra disponibilità a continuare ad offrire, sia pure sporadicamente, un sostegno alla organizzazione da Lei creata.”
(Giorgio Calzolari, direttore della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, a nome anche di tutti i suoi collaboratori.)
 

 

Ai membri del direttivo del Forum per la salute in carcere
“Care e cari,
tutti abbiamo ricevuto la triste notizia della morte di Leda. Volevo anche io condividere con voi la tristezza di questo momento difficile, ma anche provare a riflettere sul valore di ciò che Leda ha lasciato a tutti noi e non solo a noi se pensiamo a ciò che ha fatto per chi soffre nelle carceri.
Non vado oltre, credo che in questi momenti le parole debbano essere misurate e contate. Vi mando il mio ricordo di Leda ieri nell’Aula del Senato.
Credo anche sia giusto interrogarsi su come ricordare Leda il prossimo 16 dicembre ed anche, più avanti, in maniera stabile e continuativa (una borsa di studio nelle carceri?).
Non ho dubbi circa la necessità di tenere il convegno del 16 dicembre a Firenze.
Non c’è molto da dire su questo, molti di voi hanno conosciuto Leda da molto tempo prima di me, credo sarebbe lieta di essere ricordata nella pratica del nostro comune impegno, nella tenace opera di sostegno alla riforma e ai diritti delle persone detenute e degli operatori che lavorano nelle carceri.
Mi auguro di incontrarvi tutti a Firenze
Un caro saluto.” (Roberto Di Giovan Paolo)
 
Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 642 del 06/12/2011

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Sulla scomparsa di Leda Colombini

DI GIOVAN PAOLO (PD). Signor Presidente, oggi pomeriggio è morta l’onorevole Leda Colombini, che è stata parlamentare per più legislature e che mi ha preceduto nell’incarico di presidente del Forum per la salute in carcere.
 
Ci tenevo a ricordarla, anche se penso che lo faranno molto meglio di me le sue compagne di partito, le amiche e le persone – anche di opposto schieramento – che l’hanno conosciuta. Ci tenevo a farlo perché Leda Colombini si è sentita male ieri mattina nel carcere di Regina Coeli, mentre continuava il suo lavoro, fatto già da parlamentare, un modo di vivere la politica che fa onore alla politica stessa e a quello che tutti noi vorremmo che la politica fosse. (Applausi). Credo non sia l’unico caso, ma è giusto ricordare che molti, tanti di noi, interpretano la politica così.
 
Grazie alle istituzioni di questa Repubblica, lei che era una bracciante della Bassa Emilia era diventata dirigente di un partito e parlamentare della Repubblica: la politica è anche questo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Lauro).
 
 
“Nel ringraziare Roberto per le sue parole e per quello che ha detto al Senato solo due parole per quello che per me è stata e sarà Leda Lei al di fuori di ogni retorica mi ha insegnato anzi ci ha insegnato che non ” bisogna mai indietreggiare neanche per prendere la rincorsa”. Sono felice di averla conosciuta e di esserle stato vicino in questi anni. Un abbraccio a tutti.” (Vincenzo Saulino)
 
 
“Carissimi amici di Leda, se ne è andata una combattente vera della lotta per chi è senza libertà e ormai senza giustizia.: E’ stata sempre presente in carcere e ed è giusto che in carcere venga ricordata. Nel periodo disgraziato in cui ero a capo del DAP, la ricordo volontaria, che si occupava dei bambini in carcere per portarli ai nido esterni, per non farli essere e sentire in carcere. E dopo, senza un momento di sosta, la lotta per la salute in carcere e la lotta ulteriore perché le regole nuove venissero osservate. Facciamoci le condoglianze. Ci manca la sua persona, la sua determinazione, la sua capacità di speranza. Invece degli auguri di Natale, che stavamo per farci, rifacciamoci a lei per celebrarlo per le speranze che può dare. Un abbraccio a chi le è stato vicino, da Angiolo a tutti voi. Se ne è andato un pezzo di vita nelle lotte per la giustizia in carcere, allo stato non certo brillante e di cui manca una mente lucida e un cuore non domato, come quelli di Leda.” (Sandro Margara)
 
 
“E’ tutto cosi…..inaspettato….sono senza parole. Con Leda è bastato un giorno per imparare molto.” (Rosaria Ierardi)
 
 
“Cara leda, sarà triste lavorare senza di te ma ci resta la consolazione di un addio sul campo che , potendo, avresti scelto. Ci mancherai tanto.” (Maria Irene Sarti)
 
 
“Che leda non ci sia più mi addolora. Ma se penso che Leda c’è stata, e ha vissuto la vita che ha vissuto lasciandola all’improvviso vitale e necessaria come sempre… che dirvi, sono felice per averla cercata, ascoltata, seguita.” (Veronica Suriano)
 
 
“Cari tutti, apprendo costernata dell’improvvisa scomparsa della carissima Leda. Il suo impegno così convinto e fermo sulla tematica della carcerazione delle detenute madri e la sua incrollabile volontà nel sollecitare l’attenzione sui problemi dolorosi della detenzione al femminile sono e saranno di esempio per tutti. Tante affettuose condoglianze ai suoi cari, a tutti i componenti dell’Associazione, un pensiero dolce e intenso ai suoi “bambini”.” (Giovanna Di Rosa)
 
 
“Io l’ho seguita senza neanche chiedermi chi fosse. Non ce n’era bisogno e non accade spesso. Un caro saluto a Leda e a voi tutti.” (Peppe Nese)