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Una chiacchierata tra ragazze

di LUANA ENEI

Arriva finalmente il 30 Luglio, giorno in cui entrerò a Rebibbia per una “chiacchierata tra ragazze”, così Giovanna mi ha descritto l’incontro la prima volta che ci siamo sentite, il tema sara il razzismo, un tema importante e immagino particolarmente importante per tutte noi.

Quando arrivo davanti al cancello ci sono già Giovanna e Mariarita, dopo i saluti e qualche risata entriamo, solito rito di controlli e documenti e dopo una breve salita ci ritroviamo in una stanza della sezione nido piena di sedie a misura di bambino disposte in circolo.

Quando entriamo nella stanza ci sono già delle ragazze che ci aspettano, saluto sentendomi un pesce fuor d’acqua perchè sono l’unica estranea per loro, quindi mi siedo e aspetto che si inizi. Ad un certo punto però Mariarita mi chiede quanti anni avessi, perchè una delle donne le aveva appena detto se oggi lei e Giovanna si fossero portate anche le ragazzine con loro, mi viene da ridere e la tensione si scioglie. Mi avvicino e le rispondo che ho 25 anni, lei ride a sua volta e fa un paio di battute in merito dicendo che lei me ne dava massimo 14, rido di nuovo rispondendo di esserci abituata, dopodichè le porgo la mano e ci presentiamo, la domanda sulla mia età allora viene posta anche alle altre ragazze, arrivate nel frattempo, scatenando risatine generali, dimentico totalmente la mia ansia iniziale di essere vista da loro come un’estranea e inizio a sentirmi parte del gruppo.

Ci sediamo tutte e Mariarita introduce il tema, una per volta dobbiamo esporre la nostra opinione del razzismo, ognuna di noi ha delle proprie idee e l’argomento scorre velocemente anche con momenti di ilarità. Una delle ragazze detenute infatti più volte nel corso delle ore ci aveva detto che eravamo tutte razziste perchè parlavamo solo di rom, a un certo punto Giovanna è intervenuta dicendo che era lei ad essere razzista con tutte noi visto che stava col broncio e si arrabbiava per ogni cosa e questo ha scatenato risate generali.

Uno dei momenti più significativi per me è stato quando, parlando di usanze rom, una delle ragazze ha detto che anche se dovesse un giorno avere una casa lei vorrebbe sempre avere una roulotte con cui girare perchè l’essere nomadi è una loro tradizione e che quindi la sua gente si sentirà sempre stretta in 4 mura fisse, a quel punto è intervenuta un’altra ragazza dicendo che questa cosa non era assolutamente vera, che lei ad esempio vorrebbe una casa e passebbe tutto il giorno a pulirla, in barba a tutti quelli che alla parola rom associano immediatamente le parole “sporchi e mal vestiti”. Questo scambio di battute per me è stato molto significativo perchè è esattamente l’esemplificazione di quello che per me è il razzismo, preconcetti e generalizzazione, avrei voluto che tante persone avessero potuto assistere a questo momento.

Ogni volta che mi trovo davanti qualcuno che fa dei discorsi razzisti gli rispondo che non si possono dividere le persone in categorie, che le persone prima di essere rom, africani, cinesi, italiani, sono persone, e che quindi non c’è niente di più sbagliato che dire che “tutti gli zingari puzzano e rubano, tutti gli immigrati vengono qui a fare la bella vita alle spese degli italiani”. Ci sono anche italiani che uccidono e rubano, eppure chissà perchè in Italia sembra quasi che se le stesse cose le faccia uno straniero siano più gravi, questa è una cosa a cui non riesco a trovare un senso.

L’atmosfera si fa più leggera quando Giovanna inizia a distribuire i gelati, si avvicina il momento della fine dell’incontro, Mariarita allora chiede a tutte le ragazze cosa faranno una volta uscite di lì. Anche queste risposte avrei voluto farle sentire a molte persone, tutte infatti desiderano solo poter passare del tempo con la propria famiglia e i propri figli, magari al mare visto il caldo. Una in particolare ci racconta che la prima cosa che farà sarà sposarsi, che ha già pronto il vestito, che farà una bella cena per festeggiare e poi se ne andrà in viaggio di nozze in Sardegna. Quindi non siamo tanto diversi dopotutto no?

Finisce il pomeriggio e uscendo penso di essere davvero felice di aver partecipato, ognuna delle ragazze che ho conosciuto non ha fatto che rafforzare le mie convinzioni riguardo a quanto bello sia andarsi a confrontare con culture,usanze e modi di vivere diversi dai nostri, esco da questo incontro sentendomi decisamente arricchita.

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