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ALCUNE EMOZIONI…

[vc_row][vc_column width=”2/3″][vc_empty_space height=”32px”][vc_custom_heading text=”di ALBERTO MARI” font_container=”tag:h2|text_align:left” google_fonts=”font_family:Montserrat%3Aregular%2C700|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal”][vc_custom_heading text=”di 28 maggio” font_container=”tag:h2|text_align:left” google_fonts=”font_family:Montserrat%3Aregular%2C700|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal”][vc_empty_space height=”32px”][vc_column_text]

Carissimi Giovanna, Giovanni e Maria Rita,

vi ringrazio molto per avermi invitato a partecipare all’incontro di sabato 28.

Sono esperienze secondo me molto importanti.

È stata la prima volta che sono entrato in un carcere e ne sono stato emozionalmente alquanto coinvolto.

Rispetto alla visione realistica ed obiettiva che vorrei, certamente le considerazioni che seguono sono “viziate” da mie personali proiezioni.

Alcune emozioni…

La chiusura automatica della porta blindata.

L’ordine rigoroso degli esterni.

L’assenza di “cose” non funzionalmente necessarie, comprese persone ed animali.

Il ruolo di ciascuna persona incontrata è chiaramente definito.

La “sacralità” del nido all’interno della specificità del carcere.

La variegata consapevolezza di ciascuna delle detenute.

Il modo apparentemente sfacciatamente chiaro di relazionarsi, di chi “non ha più nulla da nascondere”.

La consumata riservatezza di ciascuna nel gruppo delle detenute, continuamente molto provata e pur sempre viva.

 Mi ha meravigliato l’aver rilevato, io con i miei mezzi, la diffusa assenza di consapevolezza che rubare è una scelta, come ogni azione, mentre si potrebbero scegliere tante altre soluzioni a problemi quotidiani.

 Ad esempio, la scelta di motivare l’atto illegittimo e dannoso del furto con la necessità di comprare pannolini e cibo per la prole a me non sembra (sempre) conveniente per la prole stessa, alla quale in cambio viene preclusa l’assistenza del padre e la normalità della vita, sostituite da un’esperienza travolgente.

È vero, bisogna calarsi in quella realtà di quei momenti spesso disperati, ma dopo, dopo, ora perché non vedono altre soluzioni, anziché ribadire “se non trovo lavoro, tornerò a rubare”.

Condivido che ci sono infiniti motivi…

Come comunicare alle detenute che oltre il conosciuto di ciascuno, con un po’ di fantasia e fiducia possiamo scegliere tra infinite soluzioni ben + piacevoli x tutti?

Quanto siamo tutti continuamente fortunati!…

Ringrazio tutti, Alberto.

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LIBERTÀ

di Donatella Proietti[/vc_column_text][vc_button title=”LEGGI LA STORIA” target=”_self” color=”wpb_button” icon=”none” size=”wpb_regularsize” href=”http://www.aromainsieme.it/liberta/”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_separator color=”grey”][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/1″][vc_single_image border_color=”grey” img_link_target=”_self” style=”vc_box_rounded” image=”1513″ img_size=”full” img_link_large=””][vc_column_text]

IL NOSTRO 25 APRILE

di Laura  Fersini[/vc_column_text][vc_button title=”LEGGI LA STORIA” target=”_self” color=”wpb_button” icon=”none” size=”wpb_regularsize”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/1″][/vc_column][/vc_row]